Tale of Fichi secchi

Fichi secchi pugliesi le origini e la storia

Storia e ricetta di un antico “dolce” della tradizione pugliese

Anche quest’estate sono andata a caccia di storie da aggiungere nel mio diario.

In giro per la Puglia mi sono avventurata, come sempre, in posti magici e pietanze squisite. Una di queste sono i fichi secchi. Un “dolce” antichissimo e che, come tanti altri, rientra tra i piatti della tradizione povera contadina che è sempre riuscita a creare delle cose prelibate con pochi ingredienti.

Oggi vi racconto, le origini di questo frutto, le curiosità e la sua trasformazione in un dolce speciale.

La Storia 

I fichi, di origine asiatica, sono tra i frutti più antichi del mondo. 

Gli Egizi, lo consideravano un albero sacro, dedicato ad Hathor dea dell’amore e della gioia; i Greci ritenevano che fosse afrodisiaco e che stimolasse l’intelligenza. In seguito con l’espansione dei Romani, che lo attribuivano al benessere e alla fertilità, si diffuse in tutti i paesi del Mediterraneo

La storia che ho scoperto però risale ad un’epoca più recente e in particolare ad uno strano modo di dire “Fare le nozze coi fichi secchi”, una strana espressione vero?!

Il significato è quello di voler fare qualcosa senza avere i mezzi necessari cercando di risparmiare e spendere il meno possibile.

L’origine di questa frase risale al 1896, in particolare il 27 settembre, quando Vittorio Emanuele di Savoia sposò la principessa Elena del Montenegro. Un mese prima delle nozze apparve su un giornale, “Il Mattino di Napoli”, un articolo che si intitolava “Le nozze coi fichi secchi” in riferimento al matrimonio tra i reali.

Il titolo si riferiva alla provenienza della principessa, il Montenegro, un paese famoso per la coltivazione e l‘essiccazione dei fichi e allo stesso tempo per essere una nazione non di certo ricca e con una debole dinastia regnante.

Eppure il giorno delle nozze Elena, che parlava 5 lingue e si intendeva di poesia e politica, apparve splendida in un velo di pizzo di Burano (a proposito se volete sapere da quale leggenda si nasconde dietro il pizzo di Burano leggi qui) conquistando tutti.

Per di più possiamo dire che oggi i fichi secchi sono considerati una prelibatezza presente anche sulle tavole più chic…Carlo d’Inghilterra per il matrimonio di William e Kate ha offerto agli ospiti dei fichi secchi provenienti dall’Italia, in particolare da Carmignano in provincia di Prato.

Ma le nonne pugliesi come li preparavano?! Ecco qui gli ingredienti e il procedimento!

La ricetta dei fichi pugliesi

In Puglia, il fico è stato per secoli fonte di sostentamento per le famiglie più povere.

I frutti freschi erano una delizia estiva invece quelli secchi servivano  per la stagione invernale grazie anche al loro contenuto calorico. 

Ma una volta raccolti i frutti, come si preparavano per l’inverno?! Intanto ecco gli ingredienti:

Fichi freschi

Mandorle 

Cannella 

Alloro

Buccia di limone

Per l’essiccazione dei fichi al sole venivano utilizzati, in passato, diversi strumenti: piani fatti di canne (la littera) o tavole di legno, oppure venivano stesi sul tetto delle Pajare (tipiche costruzioni in pietra salentine) almeno per 5 giorni e venivano ritirati al tramonto.

Quando finiva l’essiccazione venivano passati negli antichi forni comuni che si trovavano nelle campagne, quando il fornaio aveva finito di cuocere ogni cosa perchè il calore doveva essere basso o come si dice in brindisino “a fuecu lientu”.

Dopo essere stati sfornati si spolveravano di cannella e ancora caldi venivano messi nei tipici grandi vasi di terracotta (li capasi) e coperti con le foglie di alloro. Alcuni, i migliori, venivano farciti con una mandorla appena tostata e della buccia di limone (fichi ccucchiati). 

I vasi venivano chiusi ermeticamente e aperti per la grandi occasioni, solitamente il giorno dei Santi.

Che dire un dolce buono ma soprattutto genuino!

E ricordate che i fichi, oltre che mangiarli appena raccolti e secchi, possono essere gustati in tanti modi: con prosciutto crudo, conditi con limone e pepe oppure si possono utilizzare per fare delle confetture che rallegreranno certamente le vostre colazioni!

E tu invece conosci la storia di un piatto tipico? Scrivimi qui!

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