Tale of Lecce: la storia della faccina scolpita sul palazzo

storia della faccina scolpita sul palazzo lecce

Una storia d’amore nel cuore di Lecce

Continua il mio girovagare per il Salento, oggi sono a Lecce, la città del Barocco. Se c’è una città nella quale l’arte barocca trova la sua massima espressione è proprio Lecce! 

Le chiese sono delle vere e proprie opere d’arte, ricchissime di decorazioni e ornamenti. Bisogna passare un bel po’ di tempo col naso all’insù per essere sicuri di non perdersi nulla!

Anche i palazzi sono meravigliosi: basta alzare lo sguardo di tanto in tanto per cogliere le particolarità architettoniche e ornamentali di questa città.

Man mano che ci si lascia alle spalle piazza Sant’Oronzo e l’Anfiteatro Romano direzione Chiesa di San Matteo, ci si addentra in un centro storico meraviglioso, fatto di piccole stradine ed edifici bassi. Soprattutto in questa zona si può ammirare la bellezza della Pietra Leccese in tutto il suo splendore. La Pietra Leccese, unica nel suo genere, è una pietra calcarea facile da modellare e molto resistente che deriva dal fango marino prosciugato e compresso. Se ci si avvicina ad ogni “mattonella” e la si scruta attentamente è possibile notare resti di fossili marini! È proprio l’utilizzo di questa pietra che regala al centro storico quel colore giallo paglierino, caldo e delicato.

Arrivata davanti alla chiesa di Santa Chiara decido di allungarmi fino a porta San Biagio, perlustrando le vie che compongono questa zona. 

Cammino e il mio sguardo si ferma sugli artigiani e mentre lavorano la cartapesta resto incantata dalla loro bravura e dai colori sgargianti delle loro opere. 

Mi ricordo di alzare lo sguardo di tanto in tanto per ammirare quello che c’è al di sopra della mia testa, giusto per essere sicura di non tralasciare nulla. 

Poco prima di arrivare alla chiesa di San Matteo, vedo un gruppo di turisti fermarsi vicino ad un edificio ed indicare uno dei suoi lati. Incuriosita mi avvicino anche io e cerco di vedere il soggetto indicato dalla guida. Non riesco a vedere nulla, quindi aspetto che il gruppetto vada via. Dopo una manciata di minuti il tour guidato prosegue ed io mi avvicino all’edificio ormai desolato. A primo sguardo non mi sembra ci sia nulla di così tanto interessante. Poi un’ombra cattura il mio sguardo. Osservo meglio e lì, praticamente all’angolo del palazzo, c’è una faccina! Una faccina minuscola! 

Non c’è nessuno nei paraggi a cui chiedere cosa sia e perché è lì. Decido di entrare nel primo bar disponibile e chiedere qualche informazione. Nelle vicinanze c’è un piccolo bar, ci entro ed ordino un caffè e un pasticciotto (colgo l’occasione per mettere qualcosa sotto i denti). Per fortuna non è molto affollato quindi riesco a scambiare due chiacchiere con il barista e a chiedergli perché c’è una faccina sul muro dell’edificio. 

Luigi – così si chiama il barista – mi sorride e senza battere ciglio mi racconta la storia della faccina scolpita sul palazzo – chissà quante volte ha dovuto raccontarla! Mi dice che tanti anni fa, in quel palazzo, abitava una giovane fanciulla e nel palazzo di fronte un giovane ragazzo. I due, giorno dopo giorno, guardandosi dalle rispettive finestre, finirono con l’innamorarsi. I genitori della fanciulla, contrariati da questo continuo gioco di sguardi, decisero di murare le finestre e bloccare questa storia d’amore sul nascere. La giovane donna, non potendo più guardare il suo amato, si suicidò. Il giovane innamorato, devastato dalla notizia, fece scolpire il volto della fanciulla sul palazzo della giovane, in corrispondenza della finestra, così da poter continuare ad ammirarla.

Inutile dirvi dei miei occhi a cuoricino.

Prontamente Luigi mi dice che c’è anche un’altra versione della storia secondo cui in quel palazzo viveva la nonna di Sigismondo Castromediano, il cui volto venne scolpito dopo la sua morte, per ordine del marito, in ricordo dell’amata moglie. Romantica anche questa versione, ma preferisco di gran lunga la prima.

Saluto Luigi e lo ringrazio di aver condiviso con me questa storia. Mi dirigo nuovamente verso l’edificio, mi fermo davanti alla faccina e immagino i due innamorati osservarsi.

Ah, l’amore! Quanti brutti scherzi che riserva!

Mentre mi perdo nei miei pensieri rosa sento il mio stomaco brontolare. Non credo siano le farfalle, penso più che sia ora di pranzo, quel pasticciotto ha scatenato in me un gran appetito!

Se anche nella tua città ci sono leggende che fanno battere il cuore come la storia della faccina scolpita sul palazzo , scrivimi qui  le leggerò con attenzione!

Suggerimenti di viaggio

Se volete concedervi un soggiorno a Lecce vi consiglio vivamente di scegliere il periodo primaverile, non ci sono molti turisti e la temperatura è ideale per girare la città! Prenotate un tour guidato in modo da conoscere tutta la bellezza dell’arte barocca.

Fermatevi a mangiare la Puccia, il Pasticciotto, il Fruttone, la Frisa – regina dell’estate – e magari se non temete le temperature elevate anche la Ciciri e Tria (una pasta fatta in casa e fritta condita con i ceci) che si mangia solo qui! 

Quando avete finito di girare per la città, affittate una macchina e visitate Otranto, Castro, San Foca, Torre dell’Orso. Lasciatevi conquistare dalla bellezza della costa rocciosa Adriatica oppure concedetevi una passeggiata sulla suggestiva costa sabbiosa ionica! Inutile dire che il mare è spettacolare ovunque, dipende solo dalle vostre preferenze personali! Piccolo suggerimento per i turisti che vogliono godere di una giornata al mare perfetta: se c’è vento di scirocco è preferibile scegliere la costa adriatica, se invece c’è vento di tramontana è meglio riversarsi sulla costa ionica, in questo modo potrete trovare un mare sempre “calmo”.

Se avete la possibilità partecipate alle Sagre che soprattutto d’estate impazzano per i paesini.

Il Salento è una terra magica, non lasciatevela scappare!

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